Clamorosa interpretazione del regolamento da parte del giudice sportivo: Varese – Appiano da rigiocare

Una sentenza che fa dispiacere e che lascia molto rammarico ai Mastini, ma che dovrebbe dispiacere e rammaricare l’intero mondo sportivo e dell’hockey su ghiaccio. Il giudice sportivo ha preso una decisione dopo aver dovuto “superare significative difficoltà interpretative in ordine della normativa applicabile” (come riporta la sua stessa sentenza).

Il “cavillo” intorno al quale ruota tutta la sentenza sta nella parola “decisiva”: il regolamento parla, infatti, di “gara decisiva” la cui ”interpretazione non appare per nulla di chiara intelligibilità”. Le normative NOFA attuali hanno eliminato il concetto di “riferimento a Gara 5”. La sentenza recita che “il termine di decisività riferito ad una gara, a parere dello scrivente – ossia del giudice sportivo – apparirebbe infatti nel contesto normativo di riferimento, richiamare sempre un presupposto di partenza di assoluta parità tra due squadre chiamate a contendersi […] nel corso di un’unica partita per l’appunto decisiva per entrambe le squadre e non soltanto per una delle due come nel caso che ci si occupa”.

La sentenza prosegue così: “Ad ogni buon conto a dirimere i seri dubbi interpretativi a vantaggio della tesi espressa dall’odierna società reclamante, soccorre una nota interpretativa fornita dal responsabile del Settore Hockey Sig. Tommaso Teofoli, in base alla quale per gara decisiva è da intendersi la partite che potenzialmente (e non sicuramente) può determinare la fine della fase playoff in corso e il passaggio al turno successivo di una sola delle due contendenti (nel nostro caso soltanto l’HC Varese 1977)”.

Il giudice sportivo ha quindi deciso in via interpretativa, di non omologare il risultato di Gara 3, cancellando di fatto la vittoria del Varese e disponendo per il rigioco del match in data da decidere.

Insomma, un pastrocchio che sicuramente ha evidenziato una macchia per lo sport e per i principi di sportività, in seguito ad un regolamento che, a quanto si evince, risulta di difficile interpretazione. Rimane il dubbio in merito alle motivazioni che hanno sancito questa decisione che il Varese deve comunque subire poichè il ricorso della formazione altoatesina non è stato presentato contro la società dei Mastini.

I Mastini già stavano preparando la sfida contro il Merano, guadagnata in seguito alla vittoria di sabato scorso. Ora si ritrovano a dover fare marcia indietro per la ripetizione del match contro l’Appiano a causa di “qualcosa” non certo imputabile alle società giallonera.

Per la cronaca, la partita Gara 3 di sabato scorso è stata vinta dal Varese al supplementare con la regola del golden gol. L’overtime è stato giocato in 3 contro 3 in un tempo di 5 minuti, come da regolamento campionato e delle prime gare playoff e come confermato dalla quaterna arbitrale presente ai rappresentanti giocatori delle due formazioni. Una libera interpretazione della normativa, invece, avrebbe previsto un overtime di 20 minuti da disputare, sempre con la regola del golden gol, in 5 contro 5, modalità da attuare nella “gara decisiva” (come cita il regolamento). La serie, al meglio delle 5 partite, vedeva il Varese avanti 2 a 0.