La situazione del Palalbani di Varese è ancora in una fase di stallo. Ecco un comunicato congiunto delle società che erano operanti nella struttura e che sono ancora in attesa di risposte.

Varese 11 Febbraio 2021
Spett. COMUNE DI VARESE
Alla c.a. della Città di Varese
Alla c.a. degli organi di stampa

Comunicato da parte delle società operanti nel settore ghiaccio del Palalbani di Varese

Gentili concittadini e amanti dello sport,
a distanza di quasi un anno dall’interruzione delle attività presso il Palalbani di Varese, le società sportive
del settore ghiaccio, in comune accordo con il servizio ristorazione, ci tengono a informare la città del
grave stato di abbandono nel quale sono state lasciate fino ad oggi.
Fin dal principio, cioè quando l’attuale Amministrazione si attivò con successo allo scopo di trovare una
soluzione per la riqualifica quanto mai necessaria del Palaghiaccio di Varese, tutte le associazioni hanno
sempre chiesto un’unica sola grande garanzia: non fermare le attività per il periodo dei lavori di
ristrutturazione.
La richiesta di una pista temporanea è sempre stata al centro del pensiero di tutti gli operatori, che sanno
bene quanto possa essere fatale la perdita di un anno di attività per gli atleti, le famiglie e i numerosissimi
professionisti coinvolti.
Il Sindaco in persona ha sempre rassicurato tutte le realtà coinvolte rispetto a questa prerogativa, cioè la
realizzazione di una pista temporanea PRIMA dell’avvio dei lavori del nuovo Palaghiaccio, che sarebbero
dovuti iniziare verso il mese di Marzo 2021, come sta per accadere.
A partire dalla chiusura a causa del Covid (tema che tutte le associazioni rispettano profondamente,
considerando anche i risvolti negativi che la pandemia ha generato alle casse comunali) e dalla successiva
e assolutamente “inattesa” sopraggiunta inagibilità dell’impianto, il Sindaco stesso ha sempre rincuorato
atleti e associazioni, comunicando la sua piena disponibilità ad attivarsi con la massima velocità per
fornire una pista temporanea.
Se nella prima fase era anche accettabile una certa “disorganizzazione” nel trovare soluzioni utili di fatto
con un anno di anticipo a causa della sopraggiunta inagibilità, a distanza di quasi un anno le associazioni
non hanno ancora risposte certe che consentano di programmare il proprio futuro.
Dapprima un colloquio con tutte le associazioni per “capire” il tipo di pista necessario e utile a tutte le
specialità; successivamente l’attivazione di un bando pubblico che, anche se “segnato” dalla seconda
ondata di pandemia, non aveva grandi speranze di successo o appeal commerciale per andare a buon fine…
Durante questo periodo sono stati innumerevoli i segnali e le comunicazioni ufficiali, inviate
all’Amministrazione in forma plenaria e singola allo scopo di avere delle risposte, ormai divenute urgenti,
utili a programmare il futuro.
Trascorso il periodo natalizio e richiesto un ulteriore incontro per proporre una soluzione condivisa tra le
associazioni, nella giornata del 9 Febbraio, dopo più di un mese di silenzio, le associazioni sono state
coinvolte in una videoconferenza dalla quale non sono emerse soluzioni né certe, né concrete.
Da un lato, ci sarebbe l’impegno dell’Amministrazione per tentare di far anticipare la consegna del lato
ghiaccio dell’impianto prima della conclusione di tutta l’opera; dall’altro lato è stata ventilata, sempre da
parte del Sindaco, la possibilità di aprire un nuovo bando: e, come ultima possibilità, si è ipotizzato un
intervento diretto, con fondi comunali, qualora il mercato non desse risposte tramite il bando.
Delle tre opzioni, però, nessuna è da considerarsi certa per garantire l’attivazione di una pista ghiaccio per
settembre a Varese.
Nel frattempo, durante tutto questi mesi, le società si sono dissanguate, insieme alle famiglie, per tenere
vivo il movimento, far fronte agli impegni e mantenere attive le attività su altre piste con costi
elevatissimi, per i quali – sempre per parola del Sindaco – l’amministrazione comunale avrebbe dovuto,
almeno in parte, riconoscere un contributo economico: fondi che, ad oggi, non si sono visti.
I settori di formazione e le categorie legate all’agonismo hanno visto scomparire le iscrizioni e il lavoro
svolto in decine di anni, con danni già oggi gravissimi per tutto il movimento, recuperabili in tempi non
brevi e solo con un rilancio del reclutamento e delle scuole di avviamento.
La richiesta è chiara ed è prima di tutto quella di avere una risposta certa e definitiva.
Ci sono responsabilità legate ai lavoratori del settore e soprattutto verso le famiglie e gli impegni federali
delle varie attività, impegnate a tutti i livelli.
Le associazioni sono consapevoli delle difficoltà, ma è quanto mai necessario avere chiaro il percorso per
la prossima stagione, in modo da poter prendere impegni, iscrivere squadre, e dire con franchezza massima
alle famiglie DA QUANDO potranno tornare a usufruire di una pista a Varese.
Sul tavolo del Comune sono state proposte tante soluzioni percorribili, senza che mai ne derivassero
risposte concrete: ora è il momento di dare indicazioni chiare, positive o negative che siano, per il bene di
tutti e con senso di responsabilità.

Cordialmente
Le associazioni sportive del settore ghiaccio insieme all’attività ristorazione dell’impianto.
Grazie

Hc Varese a.s.d, Varese Ghiaccio a.s.d., Pattinatori Ghiaccio Varese a.s.d., Hockey Club Varese 1977
s.c.s.d., Polha Varese a.p.d.d., Icesport Varese a.s.d., Madera Pub, Varese Killer Bees a.s.d.

 

Si spera che la situazione Palalbani di Varese possa essere quanto prima chiarita, anche in seguito a questo comunicato, non solo per la tutela di un impianto storico della città, ma anche (e soprattutto) per la tutela delle società che “ruotano” intorno alla struttura stessa e per la salvaguardia dello sport.