In questi giorni il nostro allenatore Massimo Da Rin è stato interpellato dall’ottimo giornalista esperto di hockey Daniele Arghittu, per il settimanale “Le Valli” della Valpellice. In un’intervista a 360 gradi con il coach, profondo conoscitore della zona avendo legato hockeysticamente il suo nome per ben 12 stagioni al territorio, è tornato a parlare anche della stagione dei Mastini. Ecco uno stralcio delle sue parole rilasciate nell’occasione.

Ai playoff disponevo dell’intera squadra, compresi gli atleti impegnati con il lavoro che avevano mantenuto i permessi per poter disputare le partite infrasettimanali nella fase calda della stagione. Raimondi ha fatto la differenze nella serie dei Quarti di Finale contro Caldaro. Il primo turno lo avevamo affrontato con la giusta mentalità e avremmo avuto qualche carta da giocare per contentere il titolo. In queste due stagioni a Varese l’intero ambiente è cresciuto. Perna ha fatto di tutto per portarmi lì per costruire insieme un gruppo vincente. Il progetto Mastini è vincere entro tre anni (la stagione appena conclusa è la seconda) e la città è tornata ad appassionarsi: 400 spettatori di Varese in trasferta a Merno per le Finali di Coppa Italia non si vedevano da tempo. A Varese è stato proposto il salto in AHL e ne sarebbero stati anche entusiasti ma le squadre altoatesine di ALPS non lo vogliono perchè lo considererebbero un passo indietro. Per quanto mi riguarda, ora, credo sia meglio essere competitivi in IHL per creare una base solida prima di lanciare la sfida a team più strutturati come Asiago, Renon , Val Pusteria”.

Per la cronaca, il riferimento è relativo ad alcune voci circolate nelle ultime due-tre settimane dove si parlava della proposta di un campionato tra le formazioni italiane di AHL e di qualche formazione di IHL (tra cui il Varese), in modo che fosse possibile costituire una Serie A, in attesa di conoscere le nuove norme per le formazioni di AHL in merito alle trasferte in terra austriaca, attualmente vietate dai decreti anti Coronavirus.

Da Rin risponde anche ad una domanda che gli è stata rivolta in merito al prossimo campionato relativamente all’aspetto organizzativo del movimento hockeystico nazionale.

“Riguardo al prossimo campionato per ora parlarne è un po’ affrettato a livello organizzativo. Per avere un quadro più completo bisogna attendere a fine giugno per capire cosa si potrà e cosa non si potrà fare. Bisogna capire come ci si potrà allenare, come strutturare gli stadi, capire se potrà entrare il pubblico e se si potrà iniziare il campionato da ottobre oppure se sarà necessario attendere il mese di novembre. Nel nostro sport non ci sono le risorse per sanificazioni quotidiane degli ambienti e per i tamponi ogni settimana. Dipenderà molto da come evolverà la questione virus”.